I russi sono arrivati. Quale è stato l’ultima notte pacifica in Ucraina (un anno fa)

Nella notte tra il 26 e il 27 febbraio, «educati» uomini armati hanno preso l’edificio del Supremo Consiglio e il Consiglio dei ministri della Crimea a Simferopol. Su gli edifici sono state alzate bandiere russe, davanti gli edifici state messe  le barricate. La mattina del 27 febbraio all’istmo di Perekop e penisola di Chongar, il quale era passaggio tra Crimea e la terraferma di Ucraina, erano stati installati posti di blocco.

Questo giorno segna l’inizio di una guerra — è iniziata l’aggressione diretta di Russia di Putin contro l’Ucraina indipendente.

La Germania nazista ha dimostrato di essere più onesta di Russia di Putler. il 22 giugno 1941 è stata dichiarata la guerra all’Unione Sovietica, il memorandum di questo è stato letta dall’ambasciatore — il conte von der Schulenburg — e trasferito Commissario degli affari Esteri Molotov.

Il leader rascista non si è preoccupato per le convenzioni simili.

Ricordiamo. Prima ha detto che «le nostre truppe non ci sono», e poi ha spaventato il mondo intero dicendo: «i militari  russi si metteranno dietro la gente, non davanti, ma dietro». Cosa dire,è una posizione più che «decente».

E ‘ proprio da queste ore notturne 27 febbraio 2014 va il conto alla rovescia guerra lanciata contro il nostro paese. Prima erano manifestazioni popolari. Prima di questo c’era sangue in via Institutska, i morti in Piazza Maidan, prima era una sanguinosa repressione degli studenti — ma erano eventi interni, anche con la partecipazione degli agenti e militari russi e personale di intelligence.

Il 27 febbraio ci siamo svegliati in un altro Stato. Su mondo aveva bisogno di dimenticare, ma in questo nessuno voleva credere.

Un anno fa nessuno poteva immaginare cosa ci attende.

Contemporaneamente la guerra ha diviso le persone. Diviso il paese.

Non solo di vivi e di morti.

La guerra ha contribuito con dura chiarezza nel sistema «amico/nemico«.

Abbiamo capito molte cose durante questo anno. Molto e molti abbiamo perso.

Un anno di guerra. Com’è stato?

Pesante? Senza dubbio.

Terribile? Sicuramente.

Formativo? .

Il primo? .

Ora questa brutale verità cerchiamo nei nostri ex «fratelli«. Ci siamo imbattuti in un sistema in cui semplicemente non c’è spazio  per Ucraina indipendente.

E abbiamo resistito. Abbiamo perso le illusioni e ci siamo lavati di sangue.

Vincere o morirequesto non è un bel slogan. Questa è la realtà di oggi.

Davanti una strada lunga e sanguinosa  verso la vittoria.

Gloria eterna agli eroi caduti nella battaglia per la libertà e l’indipendenza del nostro paese!

(da Alessandr SCHULMAN)

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